Giornata della Memoria 2025
Giornata della Memoria 2025

Giornata della Memoria 2025

La Casa della Memoria di Urbisaglia ha celebrato l’ottantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz partecipando ad una serie di iniziative in diverse località del territorio.

Nel pomeriggio di domenica 26 gennaio la presidente Giovanna Salvucci ha illustrato la storia del campo e degli internati di Urbisaglia presso il centro di aggregazione giovanile di Corridonia e, la sera, presso il teatro comunale di Loro Piceno. I due eventi sono stati organizzati, rispettivamente, dall’Anpi sezione “Sesto Luciani” di Corridonia e dal Comune di Loro Piceno.


Lunedì 27 gennaio l’Università di Camerino, in collaborazione con la Casa della Memoria di Urbisaglia, ha organizzato un incontro che si è aperto con i saluti del Rettore Graziano Leoni e della Presidente dell’associazione Giovanna Salvucci ed al quale sono intervenuti i professori Michele Loreti Andrea Polini, della Sezione di Informatica della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, che hanno illustrato come le tecnologie possano essere a supporto della ricerca storica, portando come esempio il progetto realizzato in collaborazione tra la Casa della Memoria ed Unicam volto all’acquisizione digitale dei documenti conservati nell’Archivio di stato di Macerata anche grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Sono poi intervenuti in collegamento Dario, Daniele ed Elio Cabib, figli di Renzo Cabib, internato nel campo di Urbisaglia dal 1940 al 1942. Renzo Cabib, morto a Livorno nel 2004, fu docente di matematica e presidente della Comunità ebraica di Livorno dal 1958 al 1974: i figli ne hanno tracciato un ricordo, riportando i suoi racconti degli anni delle persecuzioni e dell’internamento.


La sera del 27 gennaio, presso il teatro comunale di Urbisaglia, la locale sezione Anpi, in collaborazione con l’amministrazione comunale e la Casa della Memoria di Urbisaglia, ha organizzato un incontro con il dott. Maurizio Pincherle, che ha presentato “Due medici ebrei sotto la persecuzione. Diari di guerra (1938-1945)”.

Uno dei due medici si chiamava Angelo Cameo ed era fratello di sua nonna. L’altro si chiamava Maurizio Pincherle ed era suo nonno.

Direttore della clinica pediatrica universitaria dell’ospedale Gozzadini di Bologna dal 1924, Maurizio Pincherle, medico di fama internazionale, si vide costretto, dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali, il 15 ottobre del 1938, a lasciare la cattedra perché espulso dall’Università in quanto ebreo. Il 21gennaio 1940, il suo nome fu depennato dall’albo professionale dei medici. La sua scuola venne annientata, la sua opera scientifica azzerata. Le vicende amare e drammatiche di quegli anni sono state annotate dallo stesso Pincherle in alcuni quaderni, pubblicati per i tipi di Affinità Elettive nel 2011.

Angelo Cameo, era un medico specializzato in dermatologia. Nel luglio ’40 il prefetto di La Spezia lo segnalò come “ebreo dedito al disfattismo politico”, e dispose il suo internamento nel campo di Urbisaglia, prima sede della sua restrizione.

Al termine della conferenza il pubblico ha avuto la possibilità di visitare, presso la sala consiliare del comune di Urbisaglia, la mostra temporanea “La corrispondenza dal campo di internamento di Urbisaglia”, curata da Roberto Cruciani.


Sabato 1 febbraio, la presidente Salvucci ha partecipato ad un incontro con gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Tacchi Venturi” di San Severino Marche. Presenti anche la dirigente scolastica Catia Scattolini, il vice sindaco e assessore alla Cultura Vanna Bianconi, la presidente della sezione Anpi Donella Bellabarba, insieme alle referenti del progetto Cittadinanza e Costituzione, le docenti Alessandra Aronne e Valeria Colafrancesco.


Le attività della Casa della Memoria di Urbisaglia sono state infine illustrate dalla presidente Salvucci nel corso di un’intervista a EmmeTV, andata in onda il 29 gennaio sul canale 89 del digitale terrestre.