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IVO MINERBI

IVO MINERBI

Ivo Minerbi (1898-1983)

di Sara Baretta

FOTO 1. Da sinistra verso destra, i tre fratelli Ivo, Arturo e Leo; foto risalente al periodo della prima guerra mondiale (1915-1918) (fonte: United States Holocaust Memorial Museum).

FOTO 2. Famiglia Minerbi, primi cugini, in basso, da sinistra verso destra: Gian Paolo (figlio di Ivo Minerbi), Sergio (figlio di Arturo Minerbi), Silvana (figlia di Ivo), Giorgio-Lot (figlio di Leo), seconda fila, da sinistra verso destra: Ruggero, (figlio di Leo), Enrico, (figlio di Ivo, morto a tre anni) e Luisa (figlia di Leo) (fonte: United States Holocaust Memorial Museum).

FOTO 3. Silvana Minerbi, nata nel 1932, figlia di Ivo e e Lola Ravenna, (fonte: United States Holocaust Memorial Museum).

FOTO 4. ‘Informazioni assunte’, Brigadiere Gusmano, fonte: A.S.Fe, Questura, cat. A8 Ebrei, b.5, fasc. 98.

FOTO 5. Estratto anagrafico, censimento dei residenti ebraici in città, 1939, A.S.Fe, Questura, cat. A8 Ebrei, b.5, fasc. 98.

FOTO 6. Disposizione di effettuare accertamenti nei riguardi di Ivo Minerbio, da parte della Prefettura, A.S.Fe, Questura, cat. A8 Ebrei, b.5, fasc. 98.

FOTO 7. Cancellazione dal ruolo di notaio esercente, in seguito alle leggi razziali, fonte: gazzetta Ufficiale del Regno d’ Italia, 29-02-1940.

FOTO 8. Disposizione di internamento nel campo di internamento di Urbisaglia, A.S.Fe, Questura, cat. A8 Ebrei, b.5, fasc. 98.

Foto 9. Impianto del fascicolo personale, A.S.Fe, Questura, cat. A8 Ebrei, b.5, fasc. 98.

FOTO 10. Campo di internamente di Urbisaglia, estate 1940. Parenti in visita all’internato Ivo Minerbi (1° a sinistra). Accanto a lui, la madre e poi la figlia. Di fronte, il fratello Leo. Si riconosce (1° a dx in piedi) Giuseppe Levi. Proprietà Silvana Minerbi, fonte: Archivio Maggioli-Manzoni.

FOTO 11. Dintorni di Sant’Angelo in Vado, autunno 1940. L’internato Ivo Minerbi con i figli Silvana e Gianpaolo. Proprietà Silvana Minerbi, fonte: Archivio Maggioli-Manzoni.

FOTO 12. Attestazione del 16 ottobre 1945, che riassume il percorso di internamento e confino , A.S.Fe, Questura, cat. A8 Ebrei, b.5, fasc. 98.

FOTO 13.  Villa la Selva, situata nel comune di Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze. Quello che oggi è un lussuoso complesso residenziale sui colli fiorentini, è stato dal Luglio 1940 al luglio 1944 un campo di internamento civile, in cui venivano raccolti anti-fascisti, oppositori al regime e gli ebrei stranieri che non avevano ottemperato al decreto di espulsione conseguente alle leggi razziali del 1938. La villa era stata requisita al suo legittimo proprietario, l’ebreo Silvio Ottolenghi già emigrato in Palestina. Si trattava di un campo di internamento maschile con circa duecento posti letto, i cui prigionieri vivevano in precarie condizione igienico ambientali. Dall’otto settembre 1943 il campo divenne uno dei campi di concentramento della Repubblica di Salò dove venivano rinchiusi gli ebrei prima di essere trasportati al campo di Fossoli, in Emilia, e da lì poi deportati nei lager nazisti in Germania.

La domanda di discriminazione viene negata.

Il primo maggio 1941 Ivo Minerbi chiede la revoca del provvedimento, il questore di Firenze risponde che “ha qui tenuto buona condotta, (..) e pertanto nulla osterebbe (…) all’ accoglimento dell’ unita istanza”, 6 il provvedimento viene ufficialmente revocato il 24 maggio, con l’ obbligo di non fare ritorno a Ferrara senza preventiva autorizzazione della Questura. Da uomo libero continuerà a risiedere a Firenze, tornando qualche volta a Ferrara preventivamente autorizzato allo scopo di trattare affari personali.

Per quanto riguarda le vicende personali conseguenti l’8 settembre, non risultanti dalla documentazione d’archivio, (peraltro sempre fredde, fatte di sole date, avvenimenti e sequenze burocratiche), la ricostruzione è possibile in maniera decisamente dettagliata ed emozionale grazie alle testimonianze rese da due famigliari: il nipote Sergio Minerbi, figlio del fratello Arturo, e la figlia Silvana, durante una intervista resa nell’ estate del 2015, che riporto di seguito: 7

Testimonianza di Sergio Minerbi:  

Testimonianza di Silvana Minerbi in Calabresi:

“Come abbiamo vissuto gli anni delle persecuzioni? Eravamo stati educati ad accettare la sorte, e la serenità dei miei genitori, nonostante le mille preoccupazioni, ci ha dato sempre tanta forza e coraggio per affrontare…”


Note

  1. ibidem
  2. ibidem
  3. ibidem
  4. ibidem
  5. ibidem
  6. Vedi: www.archiviomaggiolimazzoni.it- SMin – Testimonianza di Silvana Minerbi, resa agli autori nel luglio 2015, sul periodo di internamento del padre Ivo e sulla fuga della famiglia.