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Pietro Renato Melli

Pietro Renato Melli

PIETRO RENATO MELLI (1891-1977)

di Sara Baretta

FOTO 1- Impianto del fascicolo su Pietro Renato Melli, A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9
Foto 2 – Resoconto delle informazione assunte su Pietro Renato Melli da parte del Brigadiere Luigi Gusmano, A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9
Foto 6 – Comunicazione revoca internamento, A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9

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Note

  1. La prima misura attuata contro gli ebrei italiani fu il censimento degli ebrei effettuato a partire dal 22 agosto 1938 allo scopo di contare e schedare gli ebrei che si trovavano in Italia, come presupposto per l’emanazione di una speciale normativa. Sulla base dei risultati del censimento e della classificazione enunciata nel Manifesto, gli ebrei passibili di persecuzione in Italia erano circa 51100, di cui 46656 persone di religione o identità ebraica e, proprio a seguito del criterio razzistico-biologico, circa 4500 non ebrei (la persecuzione antiebraica quindi non riguardò solo gli israeliti). Di tutti questi, circa 41300 erano cittadini italiani e circa 9800 erano stranieri, ma a quasi 1400 dei primi le nuove leggi revocarono la cittadinanza concessa dopo il 1918
  2. Ugo Pacifico è nato il 22/08/1919, di Bruna si conosce solo l’ età che aveva nel 1939, ovvero 29 anni. Vittoria, (o Vittorina in alcuni documenti) è nata il 07/11/1917, coniugata con Edoardo Bissi , di professione casalinga. Fonte: A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9
  3. La presenza ebraica a Ferrara si attesta fin dal 1100. Dapprima fu un minuscolo stanziamento in via Centoversuri, poi nella Giudecca nei pressi delle antiche mura medievali – da cui l’attuale via Giovecca. Nel 1492 gli ebrei sefarditi provenienti dalla Spagna in seguito alla cacciata di Isabella la Cattolica furono accolti dal Ercole d’ Este, il quale il 20 novembre 1492 così scriveva: “Noi siamo molto contenti che vengano ad abitare qua con le loro famiglie… perché sempre saranno benvisti e trattati in tutte le cose che potremo e ogni die più se ne conteranno di essere venuti a Casa nostra.” Per più di un secolo gli ebrei vissero in pace, e la scelta di collocarsi in determinate aree fu una volontaria scelta di contiguità, non dettata da costrizione alcuna, almeno non fino alla costituzione del ghetto, per volontà papale. Il ghetto di Ferrara fu istituito con editto del Cardinale Cennini datato 23 agosto 1624, con un certo ritardo rispetto alle altre città che facevano già da tempo parte dello Stato della Chiesa (Ferrara fu infatti devoluta allo Stato Pontificio solo nel 1598 e fino a quella data nessuna misura di contenimento forzato, come visto precedentemente, era stata messa in atto). Il ghetto sorse in una delle zone più antiche della città, dove la presenza ebraica era già cospicua, a poca distanza dalla cattedrale, ed era chiuso da cinque cancelli. A quella data, si registravano circa 1500 cittadini ebraici. Le porte del ghetto furono brevemente riaperte con l’occupazione francese nel 1796, ma si richiusero già nel 1826, a restaurazione avvenuta, anche se con regole meno rigide, fino all’unità d’Italia del 1861. Dopo il 1938, con l’entrata in vigore delle leggi razziali fasciste, la situazione degli ebrei in tutta Italia mutò in modo radicale. Tuttavia a Ferrara, continuarono ad arrivare ebrei anche da altre province pensando di trovare un ambiente più sicuro (grazie alla presenza di Italo Balbo, amico di Renzo Ravenna, che fu uno dei due soli sindaci ebrei italiani, il quale tuttavia si dovette dimettere nel 1938 in seguito alle leggi razziali) ma il ghetto, di fatto, ritornò in funzione
  4. A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9
  5. Discriminazione ai sensi dell’ art. 14 del R.D.L. 17/11/1938, XVII, n° 1728, Art. 14. “Il Ministro per l’interno, sulla documentata istanza degli interessati, può, caso per caso, dichiarare non applicabili le disposizioni dell’art 10, nonché dell’art. 13, lett. h):

  6. A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9
  7.  Ibidem
  8.  Ibidem
  9.  Ibidem
  10. Luigi Gusmano, incarcerato dopo la liberazione per reati politici, verrà assassinato l’ 8 giugno del 1945, in quello che è definito l’eccidio delle carceri di Piangipane, durante il quale 17 prigionieri politici aderenti al fascismo  furono uccisi a raffiche di mitra.
  11. A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9
  12.  I nominativi sono: Mons. Ruggero Bovelli arcivescovo di Ferrara-il federale console Olao Gaggioli-sansepolcrista-il prefetto della provincia marchese Franceso Palici Di Suni, Il presidente del tribunale di Ferrara-Il podestà-consigliere nazionale Avv. Alberto Verdi-il procuratore del Re presso il tribunale di Ferrara-Mons Valeriani Giovanni parroco di S. Francesca Romana in Ferrara. A.s.Fe, Questura, categoria A8, Ebrei, busta 4, fascicolo 9
  13.  Ibidem
  14.  Ibidem
  15.  A.S.Bo,  Questura di Bologna, Gabinetto Persone pericolose per la sicurezza dello Stato, sottoserie “radiati”, busta 103, Melli Pietro Renato (1940 dic. 20 – 1945 ago. 11)
  16.  Ibidem
  17.  Il ghetto di Bologna era l’area urbana della città di Bologna destinata a contenere la comunità ebraica che in essa risiedeva, secondo quanto stabilito dalla bolla Cum nimis absurdum emanata il 14 luglio 1555 da papa Paolo IV. L’editto papale regolava in generale la presenza ebraica nei domini temporali dello Stato Pontificio. La comunità ebraica fu allontanata la prima volta nel 1569, poté rientrare nel 1586 e si disperse a seguito dell’espulsione del 1593 per ricostituirsi lentamente solo in età napoleonica. Solo all’unità d’Italia gli ebrei bolognesi poterono emanciparsi completamente vedendosi riconosciuti come normali cittadini italiani.
  18. Lamina Giuditta aveva allora trentotto anni, figlia di padre ignoto e di Lamina Germana, vedova- A.S.Bo,  Questura di Bologna, Gabinetto Persone pericolose per la sicurezza dello Stato, sottoserie “radiati”, busta 103, Melli Pietro Renato (1940 dic. 20 – 1945 ago. 11)
  19.  Ibidem