Domenica 14 settembre 2025, alle 17 presso il giardino di Palazzo Giustiniani Bandini all’Abbadia di Fiastra, si terrà la terza iniziativa del ciclo “Oltre il giardino: storie di internati e di internamento”, organizzato dalla Casa della Memoria di Urbisaglia, in collaborazione e con il sostegno con della Fondazione Giustiniani Bandini e Meridiana Snc.
Questo terzo appuntamento sarà incentrato sulla figura del giovane avvocato ferrarese Nino Contini (1906-1944), giunto al campo di Urbisaglia il 20 luglio 1940, insieme ad una “cospicua colonia di giovani ferraresi”, come scriveva l’internato Carlo Alberto Viterbo in una lettera alla famiglia.
Il convegno si aprirà con l’introduzione del prof. Angelo Ventrone, a cui seguiranno gli interventi di Sara Baretta su “Bassani, il giardino dei Finzi-Contini ed altre storie, tra finzione e realtà”, Gianni Orecchioni con una relazione dal titolo“Quel ragazzo in gamba di Nino Contini” e del M° Luca Lombardi, che introdurrà l’esecuzione della sua composizione Dal diario di Nino Contini: 13.6.1940 (RaiCom, 2017).
L’opera, della durata di 10′, verrà poi eseguita da Nicholas Isherwood (baritono) e Luca Giarritta (pianoforte).
L’evento è gratuito e aperto a chiunque sia interessato previa iscrizione su questo modulo. In caso di pioggia l’evento si terrà presso l’Aula Verde. Per informazioni: Meridiana Snc, tel. 0733202942.

Laureato in legge, Nino Contini lavora giovanissimo presso lo studio Ravenna e poi in proprio. Alpinista, pilota provetto, padre e marito devoto, Nino negli anni venti si diletta di poesia ed è un lettore vorace. I genitori gestiscono un emporio nella Piazza della Cattedrale, mentre lo zio Ciro Contini firma il piano regolatore di Ferrara nel 1926.
Questo mondo si incrina negli anni trenta, quando Nino ed altri si impegnano ad accogliere gli ebrei tedeschi in fuga dalla Germania nazista e a maturare una chiara scelta antifascista. La polizia del regime definisce Nino il “noto ebreo antifascista Contini avvocato Nino” (1.04.1939) e lo fa pedinare e sorvegliare. La situazione precipita il 13 giugno, quando Nino Contini viene arrestato e pochi giorni dopo internato a Urbisaglia, mèta tristemente conosciuta ai ferraresi, tanto da comparire come minaccia nel celebre romanzo di Giorgio Bassani:
«non era davvero ammissibile che il giardino di casa Finzi-Contini venisse trasformandosi a poco a poco in una specie di club concorrente del Circolo del Tennis Eleonora d’Este, una istituzione, questa, tanto benemerita dello sport ferrarese. Dunque, alto là: a scanso di sanzioni ufficiali, “tipo soggiorno obbligato in Urbisaglia per un periodo di tempo da determinarsi”, d’ora in poi nessun iscritto all’Eleonora d’Este avrebbe potuto essere distratto dal suo ambiente naturale». (Il giardino dei Finzi-Contini, cap. 4)
Nino Contini annoterà tutte le sue vicissitudini nei suoi diari che i figli Bruno e Leo Contini, a distanza di oltre sessant’anni, hanno pubblicato nel volume Nino Contini (1906-1944). Quel ragazzo in gamba di nostro padre (Giuntina, 2012).
I diari coprono un periodo di cinque anni, dal 1939 al 1944, iniziati quando Nino è ancora a Ferrara e continuati quando si ritrova internato a Urbisaglia, e poi alle Tremiti e a Pizzoferrato, vicino a Chieti, dove lo raggiunge la famiglia e vive alcuni momenti di serenità. A lui, valente avvocato, si rivolgevano contadini analfabeti per un consiglio, spesso legale. Gli fu dato anche un orto da coltivare, cosa che lui faceva. A Pizzoferrato lo raggiunse la famiglia, la moglie Laura Lampronti, pianista, e i figli, Bruno e Leo.
Mentre lo zio e il cugino, Vittorio e Mario Hanau, vengono assassinati nell’eccidio del Castello Estense, dopo l’8 settembre Nino riesce a raggiungere con la famiglia Napoli e si getta nell’impegno politico, militando nelle file del Partito d’Azione nell’Italia liberata, in stretta collaborazione con Ugo La Malfa.
«Era felice», scrive il fratello che lo incontra pochi giorni prima della morte, avvenuta a causa di una malattia allora incurabile, nel 1944.



